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Legittimo il licenziamento del dipendente per diffamazione a mezzo Facebook.

(Cass. Civ., Sez. Lavoro, Sent. n. 10280 del 27 aprile 2018) La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10280 del 27 aprile 2018, ha sancito la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato ad una lavoratrice che su Facebook aveva usato frasi fortemente scurrili e lesive del buon nome dell’azienda, così confermando il principio, sempre più pacifico, in virtù del quale “la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “Facebook” integra un’ipotesi di diffamazione, per la potenziale capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, posto che il rapporto interpersonale, proprio per il mezzo utilizzato, assume un...

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Odio sui social: giusto combatterlo ma attenzione.

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Si è sviluppato un ampio dibattito recentemente sui "discorsi di odio" sui social ed in particolare su Facebook. Anche il Presidente della Camera Boldrini è intervenuta con una sua lettera, che potete leggere qui: http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2017/02/13/news/caro_zuckerberg_troppo_odio_sui_social-158175479/ La giurisprudenza in merito ha già preso una posizione chiara: incitare alla violenza, offendere, è un reato anche sui social e chi posta deve tenerne conto. La campagna d'opinione quindi è senza dubbio giusta ma si impone anche una riflessione ulteriore, perché combattere l'odio e gli atteggiamenti offensivi, può anche trasformarsi in una sorta di censura. Non per niente la legge prevede, nella vita "reale", che a...

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Il Tribunale Penale di Reggio Emilia respinge ricorso di Facebook per pagina incitante all’odio.

Molto interessante la recente sentenza del Tribunale Penale di Reggio Emilia che ha respinto il ricorso di Facebook avverso al sequestro di alcune pagine sul social network promosse dal gruppo "Musulmani d'Italia", originato da un provvedimento del Gip, motivato dalla pubblicazione su tali pagine di commenti minacciosi nei riguardi di una giornalista. Ecco la notizia. La permanenza online delle frasi e delle minacce avevano anche aggravato il reato commesso, ledendo anche la reputazione, ampliando il pubblico che avrebbe potuto leggere i post. Facebook, inizialmente inadempiente, aveva poi provveduto a rimuovere solo i post ingiuriosi, ma il PM ha poi sollecitato la rimozione...

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