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Licenziamento disciplinare: contestazione tardiva. Cassazione, 27 maggio 2025, n. 14172

Un dipendente è stato licenziato disciplinarmente in seguito a contestazione notificata con un notevole ritardo rispetto ai fatti (circa 9 mesi dopo la chiusura degli accertamenti interni). La Corte d’Appello ha riconosciuto la tardività quale vizio tale da giustificare la reintegrazione, la Cassazione, però, accoglie il ricorso del datore, ribaltando la decisione d’appello. Principio consolidato (art. 18 SSN, comma 5) Contestazione tardiva = vizio procedurale: la tardività non incide sulla realtà fattuale del fatto, ma costituisce un difetto di correttezza procedurale. Esclusione della reintegrazione: in presenza di tale vizio, non è ammessa la tutela reale (reintegrazione), ma si applica la tutela indennitaria prevista dal comma...

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Le ripetute assenze ingiustificate legittimano il licenziamento

Quando il comportamento del lavoratore fa venir meno la fiducia del datore di lavoro? A chiarirlo è la Corte di cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 6140 del 7 marzo 2025. In tema di responsabilità disciplinare, assume rilievo ogni condotta del lavoratore che, per la sua gravità oggettiva o soggettiva, sia idonea a incrinare il vincolo fiduciario che costituisce il fondamento del rapporto di lavoro. La fiducia del datore può ritenersi compromessa quando il comportamento del dipendente risulta tale da far dubitare della futura correttezza dell’adempimento delle obbligazioni lavorative, manifestando una scarsa propensione al rispetto dei doveri di diligenza, buona fede...

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