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Video sui social in orario di lavoro: quando il post giustifica il licenziamento

La diffusione capillare dei social network ha trasferito nello spazio digitale una parte rilevante della vita professionale. Video girati in reparto, commenti sull’azienda pubblicati durante il turno, contenuti realizzati indossando la divisa aziendale: condotte un tempo marginali sono oggi all’origine di un contenzioso disciplinare in costante crescita, che impone di ridefinire il confine tra libertà di espressione del lavoratore e obblighi derivanti dal rapporto di lavoro. Il quadro normativo di riferimento Non esiste, nel nostro ordinamento, una disciplina specifica dell’uso dei social network da parte del lavoratore. La valutazione è affidata ai principi generali: l’obbligo di diligenza di cui all’art. 2104 c.c.,...

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Il Tribunale Penale di Reggio Emilia respinge ricorso di Facebook per pagina incitante all’odio.

Molto interessante la recente sentenza del Tribunale Penale di Reggio Emilia che ha respinto il ricorso di Facebook avverso al sequestro di alcune pagine sul social network promosse dal gruppo "Musulmani d'Italia", originato da un provvedimento del Gip, motivato dalla pubblicazione su tali pagine di commenti minacciosi nei riguardi di una giornalista. Ecco la notizia. La permanenza online delle frasi e delle minacce avevano anche aggravato il reato commesso, ledendo anche la reputazione, ampliando il pubblico che avrebbe potuto leggere i post. Facebook, inizialmente inadempiente, aveva poi provveduto a rimuovere solo i post ingiuriosi, ma il PM ha poi sollecitato la rimozione...

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