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Concorrenza sleale tra influencer: il caso “Il mio viaggio a New York” vs. “Il mio viaggio a Napoli”

Una recente sentenza del Tribunale di Napoli ha posto fine — almeno per ora — a una lunga controversia tra due noti travel blogger italiani, aprendo interessanti riflessioni in tema di concorrenza sleale, registrazione dei marchi e tutela dell’identità digitale nel mondo dei creator. La vicenda Protagonisti della causa sono Piero Armenti, fondatore del noto progetto “Il mio viaggio a New York”, e Giuseppe Russo, ideatore della pagina “Il mio viaggio a Napoli”. Secondo Armenti, Russo avrebbe riprodotto il format e lo storytelling del suo progetto, creando una versione pressoché speculare del contenuto originario, sia sotto il profilo visivo che narrativo. Inoltre, tra il 2020 e il 2021, Russo avrebbe registrato —...

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E’ concorrenza sleale vantare meriti non propri.

Se un'azienda vanta meriti non propri, cerca di fare confusione facendosi passare per qualcun'altro, si appropria di pregi altrui, non informa correttamente il consumatore, sta facendo un atto di concorrenza sleale, e può causare una sentenza con un provvedimento cautelare di inibitoria, fatto anche pubblicare sulle riviste di settore. E' una cosa che accade spesso, non è raro che alcune aziende eccedano con un certo "abbellimento" del proprio curriculum , ad esempio vantando collaborazioni inesistenti, oppure cercando di accreditarsi presso i propri potenziali clienti in modo illecito. Si sottovaluta che un tale comportamento possa essere visto come vera e propria "concorrenza...

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