Concorrenza sleale tra influencer: il caso “Il mio viaggio a New York” vs. “Il mio viaggio a Napoli”
Una recente sentenza del Tribunale di Napoli ha posto fine — almeno per ora — a una lunga controversia tra due noti travel blogger italiani, aprendo interessanti riflessioni in tema di concorrenza sleale, registrazione dei marchi e tutela dell’identità digitale nel mondo dei creator.
La vicenda
Protagonisti della causa sono Piero Armenti, fondatore del noto progetto “Il mio viaggio a New York”, e Giuseppe Russo, ideatore della pagina “Il mio viaggio a Napoli”.
Secondo Armenti, Russo avrebbe riprodotto il format e lo storytelling del suo progetto, creando una versione pressoché speculare del contenuto originario, sia sotto il profilo visivo che narrativo. Inoltre, tra il 2020 e il 2021, Russo avrebbe registrato — a suo dire illegittimamente — una serie di domini e marchi molto simili a quelli già tutelati da Armenti (tra cui “My Trip to Naples”), inducendo potenzialmente confusione tra gli utenti.
Nel gennaio 2023, Armenti avvia l’azione legale chiedendo:
- La nullità dei marchi registrati da Russo;
- L’accertamento della contraffazione e concorrenza sleale;
- Il divieto di utilizzo dei segni contestati e dei contenuti imitativi;
- La condanna al risarcimento dei danni, anche d’immagine;
- La pubblicazione della sentenza sui canali web del convenuto.
⚖️ Le difese e il giudizio
Russo ha negato ogni addebito, sostenendo che il proprio progetto fosse antecedente alla registrazione del marchio di Armenti e che non vi fosse alcuna volontà lesiva. Ha inoltre evidenziato la genericità del format e dichiarato di essersi ispirato a tecniche di marketing apprese da corsi tenuti dallo stesso Armenti.
Tuttavia, nel novembre 2025, il Tribunale ha parzialmente accolto le domande dell’attore.
❌ Niente esclusiva sul marchio
Sul piano marchiario, i giudici hanno ritenuto che il marchio “Il mio viaggio a New York” sia descrittivo ed estremamente debole, in quanto riconducibile a servizi turistici generici. Di conseguenza:
- Non sussiste nullità dei marchi registrati da Russo;
- Non vi è contraffazione, né malafede nella registrazione.
✅ Ma c’è concorrenza sleale
Diverso l’esito sul piano della concorrenza sleale ex art. 2598 c.c.
Il Tribunale ha riconosciuto che Russo ha riprodotto fedelmente stile, narrazione, contenuti e modalità espressive del progetto di Armenti, sfruttando sistematicamente la creatività altrui.
In particolare, è stata ritenuta provata una condotta parassitaria, culminata con l’espansione dell’attività dello stesso Russo negli USA, anche con l’apertura di una pizzeria denominata “Il mio viaggio a Napoli”.
Le misure adottate
Il Tribunale ha ordinato:
- La rimozione immediata di contenuti imitativi e post con la formula “amici del mio viaggio a Napoli”;
- Una penale di 100 euro per ogni giorno di ritardo e 500 euro per ogni violazione successiva, trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione della sentenza;
- La pubblicazione del provvedimento su tutti i siti web riconducibili al convenuto.
Riflessioni finali
Questa pronuncia evidenzia l’importanza, per chi opera nel mondo digitale, di:
- Tutela giuridica della propria identità comunicativa;
- Strategie chiare di registrazione e difesa del marchio;
- Condotta leale e differenziante in un settore — quello del content marketing e del personal branding — dove imitazione e ispirazione possono facilmente sfociare in illeciti civilistici.