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Garante della privacy e pubblicazione dei minori sui social. Il confine tra diritto e narcisismo

Stante l’ormai irrefrenabile (mal) costume di pubblicare tutta la propria vita sui social e l’ulteriore (malissimo) costume di pubblicare foto di figli minorenni, il Garante della privacy è dovuto intervenire con raccomandazioni per la pubblicazione delle foto di minori pubblicate sui social. Stante i rischi dell'eccessiva esposizione online dei minori, il Garante ha ritenuto opportuno sottolineare che gli adulti, in qualità di titolari della responsabilità genitoriale sulla propria prole, debbano essere consapevoli dei rischi che comporta esporre i minori sui social, poiché le foto possono essere utilizzate in modo improprio da terzi, incluso il loro utilizzo a fini pedopornografici o ritorsivi. La...

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Le novità del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali

Dell'Avv. Claudia Promutico     Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il nuovo Regolamento relativo al trattamento dei dati personali che andrà a sostituire il Codice della Privacy attualmente in vigore in Italia. Il Regolamento in commento riconosce ampi diritti ai cittadini e impone alle imprese e alla Pubblica Amministrazione una forte responsabilizzazione in relazione al trattamento dei dati introducendo una normativa uniforme e valida in tutta Europa. Per comprendere l’ambito applicativo della nuova disciplina occorre fare riferimento a due definizioni: quella di “dati personali” e quella di “trattamento di dati personali”. Per dati personali si intende qualsiasi informazione concernente una persona fisica...

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La Corte Europea cambia idea: non si può licenziare dopo aver controllato le email del dipendente.

Sul come coniugare la privacy del dipendente e la legittima verifica del datore di lavoro sul suo comportamento vi è un ampio dibattito, non solo in Italia, ma anche in Europa. Una Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 2016 sembrava affermare che il datore di lavoro che controllava le email del dipendente sul PC aziendale, era legittimato a licenziarlo avendo scoperto l'utilizzo delle attrezzature informatiche per finalità non inerenti al lavoro. A settembre 2017 invece, la medesima Corte ha sostanzialmente cambiato idea, ritenendo che comunque il controllo dell'email del dipendente fosse una violazione eccessiva dei diritti alla privacy...

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