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Marchio e nome a dominio: come tutelare il brand nell’era digitale

La coesistenza tra marchi registrati e nomi a dominio è uno degli ambiti di maggiore conflittualità nel diritto della proprietà industriale nell’era digitale. La registrazione di un marchio non garantisce automaticamente la disponibilità del corrispondente dominio internet, né la titolarità di un nome a dominio conferisce diritti equivalenti a quelli derivanti dalla registrazione del marchio.

I conflitti tra marchi e domini sorgono frequentemente in due ipotesi tipiche: il cybersquatting — ossia la registrazione in malafede di un dominio corrispondente a un marchio altrui notorio, con finalità speculative o parassitarie — e la registrazione di buona fede di un dominio da parte di un soggetto che ignori l’esistenza di un marchio anteriore confliggente.

Sul piano della tutela, il titolare del marchio può agire sia in sede giudiziaria, facendo valere le proprie ragioni dinanzi al giudice ordinario competente per la violazione del Codice della Proprietà Industriale, sia attraverso le procedure stragiudiziali di dispute resolution previste dall’ICANN (Uniform Domain-Name Dispute-Resolution Policy — UDRP) o, per i domini .it, dal Registro.it. Queste ultime consentono tempi e costi significativamente inferiori rispetto al contenzioso ordinario.

Una strategia di tutela del brand nell’ambiente digitale richiede un approccio proattivo: la registrazione preventiva dei principali nomi a dominio corrispondenti al marchio — nelle varianti più comuni e nelle estensioni più rilevanti — è misura di protezione primaria che riduce sensibilmente il rischio di conflitti futuri.

La consulenza specializzata in materia di proprietà industriale e diritto dell’informatica è lo strumento più efficace per costruire e presidiare un portafoglio di segni distintivi coerente con la presenza digitale dell’impresa.