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Procedimento di cognizione ed intermediazione

Il Tribunale di Venezia ricorda che l’intermediario "sia quando agisca in modo autonomo (mediazione c.d. tipica), sia su incarico di una delle parti (mediazione c.d. atipica…. ) è tenuto a comportarsi secondo buona fede e correttezza e a riferire, perciò, alle parti le circostanze, da lui conosciute o conoscibili secondo la diligenza qualificata ex art. 1175 c.c. propria della sua categoria, idonee ad incidere sul buon esito dell'affare, senza che le eventuali più penetranti verifiche a ciò necessarie postulino il previo conferimento di specifico incarico". Nel caso di specie è stata accertata e dichiarata la responsabilità dell'advisor che, nonostante la situazione...

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Cassazione Lavoro con l’ordinanza n. 6468/2024 ha statuito che è legittimo il licenziamento del lavoratore che svolge altre attività durante permessi L. 104.

Con ordinanza del 12 marzo 2023, n. 6468, la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha ribadito che può costituire giusta causa di licenziamento l'utilizzo, da parte del dipendente, che si assenta dal lavoro per i permessi ex lege n. 104/1992 in attività diverse dall'assistenza al familiare disabile, con violazione della finalità per la quale il beneficio è concesso. Secondo la Suprema Corte, l’assenza dal lavoro per la fruizione del permesso deve porsi in relazione diretta con l'esigenza per il cui soddisfacimento del diritto stesso è riconosciuto, ossia l'assistenza al disabile. In altre parole, la norma non consente di utilizzare il...

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Clausola di compromesso in arbitrato e procedimento monitorio

Il Tribunale di Genova ha disposto che la clausola di compromesso in arbitrato prevista nel contratto tra le parti protagoniste del Giudizio, non osta all’emissione di un decreto ingiuntivo, perché il conseguente difetto di giurisdizione attiene alla cognizione di una controversia (e, quindi, presuppone il contraddittorio assente nel procedimento monitorio) e perché l’eccezione di compromesso è facoltativa e non è rilevabile d’ufficio. In presenza di clausola compromissoria, il giudizio di opposizione – che funzionalmente appartiene alla competenza dell’autorità giudiziaria che ha emesso il decreto ingiuntivo – deve essere definito con pronuncia di revoca del decreto ingiuntivo opposto, per difetto di competenza...

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Commissione ricorsi Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e principio del “rischio di confusione/associazione”

La Commissione ricorsi UIBM si è espressa relativamente ad un procedimento incardinato avverso il provvedimento emesso dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Nello specifico la società APT Servizi s.r.l. presentava la domanda di marchio nazionale del marchio figurativo “M Motor Valley fest” nelle classi 35, 39, 41 e 43 della Classificazione di Nizza relativamente, in sintesi, ad organizzazione di eventi e servizi di viaggi ed alberghieri. Avverso tale deposito proponeva opposizione la società “BMW” basandolo sui marchi internazionali figurativi “M”, ovvero il simbolo utilizzato per determinati modelli di macchine, registrato in classi analoghe a quello di cui al marchio opposto. L’opposizione   sull’art. 12,...

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Comportamento dei tesserati e dei tifosi e responsabilità della Società sportiva. L’importanza della cd. “prova privilegiata” del referto arbitrale.

Una società sportiva proponeva reclamo innanzi la Corte Sportiva d’Appello avverso l’ammenda pecuniaria inflitta dal Giudice Sportivo per la condotta commessa dai propri tifosi. Nello specifico nel referto arbitrale veniva riportato che i sostenitori della società ricorrente avevano “sputato” ai tesserati della società avversaria seduti in panchina. La società ricorrente si difendeva sostenendo il mancato accadimento della circostanza menzionata. Sul punto, la Corte riportava l’impossibilità di accogliere la tesi della ricorrente in quanto non può essere negato quanto riportato nel referto arbitrale, per il valore di prova privilegiata allo stesso attribuita ai sensi dell’art. 61 comma 1 C.G.S. secondo cui, il referto arbitrale,...

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La CLYNIC s.p.a. ha affidato allo Studio Legale Del Re la tutela e la valorizzazione dei beni immateriali aziendali

La CLYNIC s.p.a., società leader in Italia in centri di medicina estetica e chirurgia con 10 sedi, tra cui 2 direzionali e 2 di prossima apertura a Milano, ha affidato allo Studio Legale Del Re la tutela e la valorizzazione dei beni immateriali aziendali, con specifica delega al potenziamento, alla protezione ed allo sviluppo dei marchi. Prosegue pertanto l’attività dello Studio Legale Del Re nell’assistenza alle aziende, anche sotto il profilo del diritto della proprietà industriale ed intellettuale ovvero della valorizzazione ed ottimizzazione dei beni immateriali che, pur non avendo una consistenza fisica, possono avere un valore economico, essere oggetto di...

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Il lavaggio delle divise degli addetti alle pulizie spetta al datore di lavoro.

La Suprema Corte ha avuto modo di chiarire che sul datore grava l'obbligo di fornitura e mantenimento in stato di efficienza degli indumenti di lavoro inquadrabili nella categoria dei D.P.I. (Cassazione n. 12126/2024). La Suprema Corte ha evidenziato che la nozione legale di Dispositivi di Protezione Individuale - D.P.I. - non va riferita solo alle attrezzature per la protezione di specifici rischi alla salute in base a caratteristiche tecniche certificate, ma va estesa a qualsiasi attrezzatura, complemento o accessorio che possa costituire una barriera protettiva rispetto ad un qualsiasi rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore, ai sensi dell'art....

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Responsabilità medica: la finalità terapeutica esclude le lesioni volontarie.

Sul punto la Corte di Cassazione ha enunciato il seguente principio di diritto: “In tema di responsabilità civile da trattamento sanitario ed ai fini dell’individuazione del termine prescrizionale per l’esercizio dell’azione risarcitoria, non è ipotizzabile il delitto di lesioni volontarie gravi o gravissime nei confronti del medico che sottoponga il paziente ad un trattamento da questo non consentito (anche se abbia esito infausto e anche se l’intervento venga effettuato in violazione delle regole dell’arte medica), se comunque sia rinvenibile nella sua condotta professionale una finalità terapeutica o comunque la terapia sia inquadrabile nella categoria degli atti medici. In questi casi, infatti,...

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