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Contraffazione di privativa europea su varietà vegetale . Responsabilità anche del committente extra-UE che aveva fatto moltiplicare sementi da un’azienda italiana.

Una società con sede extraUE (il committente estero) ha commissionato a un’azienda italiana la moltiplicazione di sementi di cipolla coperte da privativa europea.

I semi moltiplicati venivano destinati all’esportazione verso il paese d’origine del committente, senza il consenso del titolare del diritto protetto. Le CTU (di tipo genotipico e morfologico) svolte hanno confermato l’identità varietale e la violazione della privativa.

Decisione del tribunale

  1. Applicazione art. 13 Reg. (CE) 2100/1994 – Parte 2.A e 2.E:
    • Il comportamento del committente extraUE integra una forma di concorrente nella produzione o riproduzione di materiale protetto e nell’esportazione, vietata senza consenso.
  1. Responsabilità extraterritoriale:
    • Anche se il committente era esterno allo Spazio Economico Europeo, il tribunale ha ritenuto che:
      • l’azione si è svolta nel territorio italiano;
      • e ha generato conseguenze su un diritto registrato nell’Unione Europea,
      • dunque, è assoggettabile alla disciplina europea e nazionale applicabile.
  1. Efficacia dell’accertamento tecnico:
    • Le risultanze tecniche ottenute solo contro il moltiplicatore italiano sono state estese anche al committente estero: sono opponibili, in quanto riguardano l’identità materiale riprodotta nel territorio UE.