Facebook

Linkedin

Search

La FIGC abbassa l’indicatore del costo del lavoro: svolta per i club e incentivo ai giovani

Cambia il quadro regolatorio del calcio professionistico italiano sul fronte della sostenibilità economica. La FIGC ha annunciato una modifica rilevante all’indicatore del Costo del Lavoro Allargato, uno dei parametri chiave utilizzati per valutare l’equilibrio finanziario dei club e per l’eventuale “blocco del mercato”.

A partire dalla prossima finestra di trasferimenti estiva, il valore dell’indicatore scenderà da 0,8 a 0,7, segnando un irrigidimento delle soglie di controllo ma, al tempo stesso, introducendo un correttivo strategico a favore dei settori giovanili.

Under 23 esclusi dal calcolo: il segnale della Federazione

La principale novità riguarda il perimetro di calcolo dell’indice. La FIGC ha stabilito che non saranno conteggiati i costi e gli ammortamenti dei calciatori Under 23 selezionabili per le Nazionali Azzurre. Una scelta che mira a incentivare l’investimento nei vivai e la valorizzazione dei giovani talenti italiani, troppo spesso considerati solo come una voce di spesa e non come un asset strutturale.

Questa decisione si inserisce all’interno delle determinazioni del Piano Strategico del Calcio Italiano 2024, e risponde anche ai principi generali di sana gestione economico-finanziaria sanciti dall’art. 1, comma 1, del Codice Civile, secondo cui l’attività economica deve essere esercitata in modo da garantire l’equilibrio tra mezzi e fini.

Licenze Nazionali 2026/27: sostenibilità al centro

Nel corso del Consiglio Federale tenutosi a Roma il 24 novembre 2025, è stato approvato all’unanimità lo schema del Manuale delle Licenze Nazionali 2026/27. Il termine perentorio per la presentazione della documentazione necessaria all’iscrizione ai campionati è fissato al 22 giugno 2026, in conformità con i principi di certezza giuridica e termini perentori ex art. 152 c.p.c., applicabili per analogia nel diritto sportivo privato.

Il nuovo impianto normativo conferma l’indicatore del Costo del Lavoro Allargato come parametro determinante per la Serie A, in particolare ai fini del blocco del mercato, istituto che trova legittimazione nei poteri regolamentari interni riconosciuti dalla Legge 23 marzo 1981, n. 91, sul rapporto di lavoro sportivo professionistico.

Cos’è l’indicatore del Costo del Lavoro Allargato

L’indicatore misura il rapporto tra il costo del lavoro allargato e i ricavi complessivi del club.

  • Numeratore: comprende i costi del personale e gli ammortamenti dei diritti alle prestazioni dei calciatori, secondo criteri contabili conformi ai principi di redazione del bilancio ex art. 2423 e ss. c.c.
  • Denominatore: include ricavi da attività sportive, sponsorizzazioni, diritti televisivi, proventi commerciali e plusvalenze nette, elementi che concorrono alla formazione del reddito d’impresa ai sensi dell’art. 2425 c.c.

Con la riforma approvata, la FIGC tenta di coniugare rigore finanziario e sviluppo sportivo, tracciando una linea chiara: sostenibilità sì, ma non a discapito del futuro del calcio italiano.