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Giustificazione tardiva della contestazione disciplinare → tutela indennitaria

“Se la contestazione disciplinare è comunicata al lavoratore in modo rilevante e non giustificato con ritardo, il datore non può fondare il licenziamento su di essa, e spetta al lavoratore la tutela indennitaria.” Nel caso esaminato, l’azienda aveva licenziato un lavoratore facendo riferimento ad addebiti disciplinari che erano stati notificati con significativo ritardo (oltretutto dopo che i fatti erano noti al datore). In primo grado e in appello era stato ritenuto legittimo il licenziamento, ma la Cassazione ha cassato con rinvio, sottolineando che la tardività della contestazione (non adeguatamente giustificata) compromette la possibilità di fondare su di essa il recesso, poiché...

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Estinzione società: sorte dei crediti nei confronti dei soci

«La cancellazione della società dal Registro delle imprese non determina l’estinzione automatica dei suoi crediti: tali crediti si trasferiscono in favore dei soci, salvo che il creditore abbia manifestato inequivocabilmente la volontà di rinunciare al proprio diritto.» La sentenza n. 19750 depositata il 16 luglio 2025, delle Sezioni Unite civili, ha risolto un contrasto giurisprudenziale di lunga data riguardo a cosa avviene dei crediti di una società che venga cancellata dal Registro delle imprese (quindi “estinzione” formale). Il caso riguardava una società che aveva debiti e crediti in corso al momento della cancellazione. La Corte ha affermato che la cancellazione non...

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La Cassazione sul “ritardo diagnostico”.

“In caso di ritardo diagnostico, l’onere della prova circa il nesso causale grava sulla struttura sanitaria: il danneggiato deve allegare elementi idonei a far emergere che, con diagnosi tempestiva, l’evento avrebbe potuto essere evitato secondo il criterio del ‘più probabile che non’.” Nell’ordinanza n. 2122/2025, il giudice ha confermato un principio consolidato di doppio profilo: Onere della prova: spetta al paziente (o ai suoi eredi) produrre elementi, anche presuntivi, che rendano ragionevole la presunzione che la diagnosi tempestiva avrebbe impedito l’evento dannoso. “Più probabile che non”: il nesso causale deve essere dimostrato secondo il criterio probabilistico, non con certezza assoluta, ma con...

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Responsabilità del datore per ambiente stressogeno (straining)

“Il datore di lavoro è responsabile se tollera un ambiente lavorativo stressogeno e non adotta misure per prevenire conflitti: ciò integra il dovere generale ex art. 2087 c.c.” In tale giudizio il ricorrettente segnalava che, nel contesto aziendale, era presente una condotta sistematica che generava tensioni, frequenti conflitti, pressioni psicologiche e reiterati disagi relazionali tra lavoratori e coordinatori. Il lavoratore lamentava che l’azienda non interveniva concretamente per mediare, per ridefinire ruoli, né per prevenire escalation. La Corte ha affermato che il semplice tollerare situazioni stressogene può integrare responsabilità datoriale: non serve che ci sia un comportamento persecutorio intenzionale (mobbing), ma basta la...

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Efficacia del recesso del socio in S.p.A.

«In tema di società per azioni, ai fini dell’efficacia del recesso del socio ex art. 2437bis, comma 3, c.c., occorre individuare con precisione il momento di decorrenza dal quale maturano gli effetti patrimoniali nei confronti della società.» Nel caso deciso con la sentenza n. 15087/2025, un socio di S.p.A. esercitava il recesso previsto dallo statuto o da legge, e contestava l’interpretazione della società circa il momento in cui esso avrebbe dovuto produrre effetti economici (in particolare riguardo al calcolo del valore della quota e la spettanza dei dividendi). La Suprema Corte ha chiarito che non basta l’atto formale del recesso, ma è...

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Contraffazione di privativa europea su varietà vegetale . Responsabilità anche del committente extra-UE che aveva fatto moltiplicare sementi da un’azienda italiana.

Una società con sede extraUE (il committente estero) ha commissionato a un’azienda italiana la moltiplicazione di sementi di cipolla coperte da privativa europea. I semi moltiplicati venivano destinati all’esportazione verso il paese d’origine del committente, senza il consenso del titolare del diritto protetto. Le CTU (di tipo genotipico e morfologico) svolte hanno confermato l’identità varietale e la violazione della privativa. Decisione del tribunale Applicazione art. 13 Reg. (CE) 2100/1994 – Parte 2.A e 2.E: Il comportamento del committente extraUE integra una forma di concorrente nella produzione o riproduzione di materiale protetto e nell’esportazione, vietata senza consenso. Responsabilità extraterritoriale: Anche se il committente...

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Licenziamento disciplinare: contestazione tardiva. Cassazione, 27 maggio 2025, n. 14172

Un dipendente è stato licenziato disciplinarmente in seguito a contestazione notificata con un notevole ritardo rispetto ai fatti (circa 9 mesi dopo la chiusura degli accertamenti interni). La Corte d’Appello ha riconosciuto la tardività quale vizio tale da giustificare la reintegrazione, la Cassazione, però, accoglie il ricorso del datore, ribaltando la decisione d’appello. Principio consolidato (art. 18 SSN, comma 5) Contestazione tardiva = vizio procedurale: la tardività non incide sulla realtà fattuale del fatto, ma costituisce un difetto di correttezza procedurale. Esclusione della reintegrazione: in presenza di tale vizio, non è ammessa la tutela reale (reintegrazione), ma si applica la tutela indennitaria prevista dal comma...

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Cassazione – Sentenza 11 giugno 2025, n. 15594 – La Corte ha sottolineato il principio della collegialità nell’incarico medico-legale .

Il caso riguardava una causa di responsabilità sanitaria: un solo consulente medico-legale aveva redatto la CTU sul decesso della paziente, senza coinvolgere uno specialista del settore clinico pertinente. Tribunale e Corte d’Appello (Venezia) avevano ritenuto legittima la CTU, poiché disposta in sede di ATP prima dell’entrata in vigore della legge Gelli-Bianco (art. 15 L. n. 24/2017). Decisione della Cassazione Applicazione dell’art. 15 L. 24/2017: La norma è applicabile ai giudizi di merito iniziati dopo il 1° aprile 2017, anche se la CTU preventiva è stata disposta anteriormente. Collegialità inderogabile: Nei giudizi per responsabilità medica, l’art. 15 impone per la CTU: almeno un medico-legale; uno o più specialisti della branca clinica...

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Permessi 104 e attività privata personale.

Il lavoratore in permesso ai sensi della L. 104/1992 può svolgere attività private – anche semplici camminate – purché non compromettano l’assistenza al familiare disabile. Nel caso in analisi la lavoratrice usufruiva dei permessi ex art. 33 L. 104/1992 per assistere la suocera, dichiarata disabile. Il datore di lavoro contestava un presunto abuso: la dipendente si allontanava per camminate veloci, anche 1–2 ore al mattino. Tuttavia, durante questi brevi periodi, l’assistenza era garantita da una collaboratrice domestica e dalla dipendente stessa, in costante contatto telefonico, e la camminata era motivata da ragioni terapeutiche (asma). Decisione della Cassazione Non costituisce abuso l’attività personale – in questo caso terapeutica –...

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Tribunale delle Imprese di Bruxelles, 28 marzo 2025. Misure online contro la violazione del diritto d’autore.

Il presidente del Tribunale delle Imprese di Bruxelles ha emesso un’ordinanza cautelare senza contraddittorio (ex art. 781 c.p.c. belga) che consente misure online urgenti per la tutela del diritto d’autore. L’atto riguarda in particolare l’adozione del blocco dinamico dei siti web coinvolti nella diffusione illecita di contenuti protetti, su richiesta dei titolari di diritti. La dinamica “dynamic blocking” permette ai titolari di ottenere ordini giudiziari preventivi e automatizzati, che gli Internet Service Provider (ISP) sono tenuti ad applicare tempestivamente. Principio giuridico affermato Misure cautelari preventive estese in ambito IP: i titolari di diritti possono ottenere sentenze cautelari che impongono blocco mirato e aggiornamento...

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