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Realizzazione di prodotti e disegni tutelabili come modelli di design

Nel momento in cui viene disegnato/realizzato un prodotto al fine di svilupparne le caratteristiche estetiche che tipo di tutela è possibile attuare? Quando si parla di caratteristiche estetiche si entra nel capo del “design” ovvero l’arte della progettazione e della creazione di oggetti, prodotti e servizi, sia a livello estetico che funzionale che può riguardare diversi settori, come l'arredamento, l'informatica, l'abbigliamento, la grafica, la moda, l'elettronica e molto altro. Il design può essere protetto dal diritto d'autore, se rientra nella categoria delle opere dell'ingegno, o dal diritto industriale, se si tratta di un modello o di un marchio. Per proteggere il design dal...

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Titolarità dei diritti su un’opera di design creata da dipendenti ed equo premio ai sensi dell’art. 64 c.p.i.

La stipulazione di un contratto per la realizzazione di un’opera di design comporta, generalmente, l’acquisto in favore del committente dei diritti patrimoniali sull’opera stessa, senza che sia necessaria la prova scritta di cui all’art. 110 Lda. Al rapporto tra committente e prestatore d’opera devono applicarsi i principi desumibili dall’art. 12 ter Lda, secondo cui, salvo patto contrario, qualora un’opera di disegno industriale sia creata dal lavoratore dipendente nell’esercizio delle sue mansioni, il datore di lavoro è titolare dei diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera. Dovrà essere affermata la contitolarità del diritto morale d’autore quando risulti che un’opera sia stata creata con il...

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Ambiente lavorativo stressante, il datore è responsabile, anche se non c’è mobbing

La Suprema Corte ha statuito che, in caso di accertata insussistenza dell’ipotesi di mobbing in ambito lavorativo, il giudice del merito deve, comunque, accertare se, sulla base dei medesimi fatti allegati a sostegno della domanda, sussista un’ipotesi di responsabilità del datore di lavoro per non avere adottato tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, erano possibili e necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore; su quest’ultimo grava l’onere della prova della sussistenza del danno e del nesso causale tra l’ambiente di lavoro e il danno, mentre grava sul datore di...

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Procedimento di cognizione ed intermediazione

Il Tribunale di Venezia ricorda che l’intermediario "sia quando agisca in modo autonomo (mediazione c.d. tipica), sia su incarico di una delle parti (mediazione c.d. atipica…. ) è tenuto a comportarsi secondo buona fede e correttezza e a riferire, perciò, alle parti le circostanze, da lui conosciute o conoscibili secondo la diligenza qualificata ex art. 1175 c.c. propria della sua categoria, idonee ad incidere sul buon esito dell'affare, senza che le eventuali più penetranti verifiche a ciò necessarie postulino il previo conferimento di specifico incarico". Nel caso di specie è stata accertata e dichiarata la responsabilità dell'advisor che, nonostante la situazione...

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Cassazione Lavoro con l’ordinanza n. 6468/2024 ha statuito che è legittimo il licenziamento del lavoratore che svolge altre attività durante permessi L. 104.

Con ordinanza del 12 marzo 2023, n. 6468, la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha ribadito che può costituire giusta causa di licenziamento l'utilizzo, da parte del dipendente, che si assenta dal lavoro per i permessi ex lege n. 104/1992 in attività diverse dall'assistenza al familiare disabile, con violazione della finalità per la quale il beneficio è concesso. Secondo la Suprema Corte, l’assenza dal lavoro per la fruizione del permesso deve porsi in relazione diretta con l'esigenza per il cui soddisfacimento del diritto stesso è riconosciuto, ossia l'assistenza al disabile. In altre parole, la norma non consente di utilizzare il...

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Clausola di compromesso in arbitrato e procedimento monitorio

Il Tribunale di Genova ha disposto che la clausola di compromesso in arbitrato prevista nel contratto tra le parti protagoniste del Giudizio, non osta all’emissione di un decreto ingiuntivo, perché il conseguente difetto di giurisdizione attiene alla cognizione di una controversia (e, quindi, presuppone il contraddittorio assente nel procedimento monitorio) e perché l’eccezione di compromesso è facoltativa e non è rilevabile d’ufficio. In presenza di clausola compromissoria, il giudizio di opposizione – che funzionalmente appartiene alla competenza dell’autorità giudiziaria che ha emesso il decreto ingiuntivo – deve essere definito con pronuncia di revoca del decreto ingiuntivo opposto, per difetto di competenza...

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Commissione ricorsi Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e principio del “rischio di confusione/associazione”

La Commissione ricorsi UIBM si è espressa relativamente ad un procedimento incardinato avverso il provvedimento emesso dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Nello specifico la società APT Servizi s.r.l. presentava la domanda di marchio nazionale del marchio figurativo “M Motor Valley fest” nelle classi 35, 39, 41 e 43 della Classificazione di Nizza relativamente, in sintesi, ad organizzazione di eventi e servizi di viaggi ed alberghieri. Avverso tale deposito proponeva opposizione la società “BMW” basandolo sui marchi internazionali figurativi “M”, ovvero il simbolo utilizzato per determinati modelli di macchine, registrato in classi analoghe a quello di cui al marchio opposto. L’opposizione   sull’art. 12,...

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