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Validità clausola compromissoria societaria con sede estera

«In tema di arbitrato societario, è legittima la clausola compromissoria statutaria che devolve le controversie societarie ad arbitrato con sede estera, purché gli arbitri siano nominati da soggetto terzo estraneo alla società.» Con la sentenza n. 8911 del 4 aprile 2025, la Corte di cassazione ha affrontato il tema della clausola arbitrale statutaria nelle società italiane non quotate, che prevede che le controversie societarie (es. impugnazione di delibere, azioni sociali, responsabilità degli organi) siano devolute a un arbitrato con sede all’estero. In particolare, un ex amministratore contestava l’efficacia della clausola statutaria, sostenendo che fosse contraria alle norme imperative nazionali sull’arbitrato societario (cfr....

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Giustificazione tardiva della contestazione disciplinare → tutela indennitaria

“Se la contestazione disciplinare è comunicata al lavoratore in modo rilevante e non giustificato con ritardo, il datore non può fondare il licenziamento su di essa, e spetta al lavoratore la tutela indennitaria.” Nel caso esaminato, l’azienda aveva licenziato un lavoratore facendo riferimento ad addebiti disciplinari che erano stati notificati con significativo ritardo (oltretutto dopo che i fatti erano noti al datore). In primo grado e in appello era stato ritenuto legittimo il licenziamento, ma la Cassazione ha cassato con rinvio, sottolineando che la tardività della contestazione (non adeguatamente giustificata) compromette la possibilità di fondare su di essa il recesso, poiché...

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Tutela autoriale: originalità, creatività e “metodo narrativo”

“La tutela autoriale presuppone che l’opera presenti requisiti di originalità e creatività, anche nel filtrare il confine tra idea e espressione.” Nel caso sottoposto alla Cassazione, la questione verteva su un “metodo narrativo” – ovvero un modo originale di raccontare o disporre elementi narrativi – che una parte chiedeva di tutelare come opera d’ingegno. La Corte ha ribadito che non tutto l’insieme di idee, metodi o concetti può essere protetto: la legge tutela solo l’espressione originale, non l’idea in sé. Dunque, per avere tutela, l’autore deve mostrare che nella forma espositiva, nell’orditura narrativa, c’è una creatività sufficiente a differenziarla da schemi...

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Estinzione società: sorte dei crediti nei confronti dei soci

«La cancellazione della società dal Registro delle imprese non determina l’estinzione automatica dei suoi crediti: tali crediti si trasferiscono in favore dei soci, salvo che il creditore abbia manifestato inequivocabilmente la volontà di rinunciare al proprio diritto.» La sentenza n. 19750 depositata il 16 luglio 2025, delle Sezioni Unite civili, ha risolto un contrasto giurisprudenziale di lunga data riguardo a cosa avviene dei crediti di una società che venga cancellata dal Registro delle imprese (quindi “estinzione” formale). Il caso riguardava una società che aveva debiti e crediti in corso al momento della cancellazione. La Corte ha affermato che la cancellazione non...

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La Cassazione sul “ritardo diagnostico”.

“In caso di ritardo diagnostico, l’onere della prova circa il nesso causale grava sulla struttura sanitaria: il danneggiato deve allegare elementi idonei a far emergere che, con diagnosi tempestiva, l’evento avrebbe potuto essere evitato secondo il criterio del ‘più probabile che non’.” Nell’ordinanza n. 2122/2025, il giudice ha confermato un principio consolidato di doppio profilo: Onere della prova: spetta al paziente (o ai suoi eredi) produrre elementi, anche presuntivi, che rendano ragionevole la presunzione che la diagnosi tempestiva avrebbe impedito l’evento dannoso. “Più probabile che non”: il nesso causale deve essere dimostrato secondo il criterio probabilistico, non con certezza assoluta, ma con...

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Responsabilità del datore per ambiente stressogeno (straining)

“Il datore di lavoro è responsabile se tollera un ambiente lavorativo stressogeno e non adotta misure per prevenire conflitti: ciò integra il dovere generale ex art. 2087 c.c.” In tale giudizio il ricorrettente segnalava che, nel contesto aziendale, era presente una condotta sistematica che generava tensioni, frequenti conflitti, pressioni psicologiche e reiterati disagi relazionali tra lavoratori e coordinatori. Il lavoratore lamentava che l’azienda non interveniva concretamente per mediare, per ridefinire ruoli, né per prevenire escalation. La Corte ha affermato che il semplice tollerare situazioni stressogene può integrare responsabilità datoriale: non serve che ci sia un comportamento persecutorio intenzionale (mobbing), ma basta la...

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Efficacia del recesso del socio in S.p.A.

«In tema di società per azioni, ai fini dell’efficacia del recesso del socio ex art. 2437bis, comma 3, c.c., occorre individuare con precisione il momento di decorrenza dal quale maturano gli effetti patrimoniali nei confronti della società.» Nel caso deciso con la sentenza n. 15087/2025, un socio di S.p.A. esercitava il recesso previsto dallo statuto o da legge, e contestava l’interpretazione della società circa il momento in cui esso avrebbe dovuto produrre effetti economici (in particolare riguardo al calcolo del valore della quota e la spettanza dei dividendi). La Suprema Corte ha chiarito che non basta l’atto formale del recesso, ma è...

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Titolarità del diritto d’autore su software e prova contrattuale

“In materia di diritto d’autore su software, la titolarità del diritto non può essere dimostrata esclusivamente mediante contratti privi di ulteriori elementi probatori.” In tale giudizio un soggetto rivendicava la titolarità del diritto d’autore su un software, sulla base di un accordo scritto che affermava la “cessione” dei diritti. La Corte ha osservato che un contratto di cessione (o attribuzione) privo di ulteriori elementi – ad esempio prove dell’effettivo trasferimento, comportamenti coerenti, modalità di utilizzo – non basta da solo a stabilire la titolarità. Occorre un supporto probatorio più robusto che dimostri la volontà effettiva delle parti, la circostanza che il...

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Licenziamento illegittimo: limite dell’indennità per giustificato motivo oggettivo

“La misura massima dell’indennità per licenziamento illegittimo per giustificato motivo oggettivo può essere applicata solo se sono presenti congiuntamente l’anzianità ultraventennale e il requisito dimensionale aziendale: in assenza del secondo, l’indennità deve essere ridotta a 6 mensilità.” Cass. ord. n. 13741/2025 ha rigettato la possibilità di estendere unilateralmente l’indennità massima in assenza del requisito dimensionale dell’impresa, anche se il lavoratore ha lunga anzianità. Nel caso sottoposto al giudice, un lavoratore era stato licenziato per giustificato motivo oggettivo e impugnava l’illegittimità del licenziamento chiedendo che gli venisse riconosciuta l’indennità nella misura massima prevista (oltre le 6 mensilità). La Cassazione, intervenendo sull'interpretazione dell’art. 8 L....

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Contraffazione di privativa europea su varietà vegetale . Responsabilità anche del committente extra-UE che aveva fatto moltiplicare sementi da un’azienda italiana.

Una società con sede extraUE (il committente estero) ha commissionato a un’azienda italiana la moltiplicazione di sementi di cipolla coperte da privativa europea. I semi moltiplicati venivano destinati all’esportazione verso il paese d’origine del committente, senza il consenso del titolare del diritto protetto. Le CTU (di tipo genotipico e morfologico) svolte hanno confermato l’identità varietale e la violazione della privativa. Decisione del tribunale Applicazione art. 13 Reg. (CE) 2100/1994 – Parte 2.A e 2.E: Il comportamento del committente extraUE integra una forma di concorrente nella produzione o riproduzione di materiale protetto e nell’esportazione, vietata senza consenso. Responsabilità extraterritoriale: Anche se il committente...

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